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Metodo Tre Orizzonti: cos’è e come si usa

by Elena Petrucci

L’esercizio “Tre Orizzonti” rappresenta una delle novità più recenti nell’ambito degli Studi di Futuro. La metodologia sviluppata e portata avanti da -skopìa si rifà alla teoria di Bill Sharpe raccontata all’interno del libro “The Patterning of Hope”.

L’idea che sta alla base di questo metodo è spostare la semplice visione monodimensionale e lineare del tempo che si protende verso il futuro, verso un punto di vista tridimensionale in cui si diventa consapevoli della specificità di ogni orizzonte nel rapporto tra futuro e presente.

Tre Orizzonti: qual è lo scopo?

L’esercizio di futuro “Tre Orizzonti” serve a definire strategie per affrontare un futuro identificabile attraverso un discorso creativo sui diversi possibili approcci al futuro e instaurando un dialogo costruttivo all’interno di un’organizzazione tra tre "ruoli" metaforici: 

  • “il visionario" che immagina contesti e condizioni future in una realtà del tutto nuova, 
  • "il manager" che deve garantire la gestione e il funzionamento del sistema attuale
  • "l’imprenditore" che condivide sia la tensione al futuro del visionario sia le preoccupazioni del manager per la salute dell’organizzazione, ma è in grado di investire sull’innovazione per preparare l’instaurarsi di un nuovo sistema.

Come per ogni esercizio di futuro è indispensabile stabilire il focus e l'orizzonte temporale. Per slegarsi dai preconcetti e dal modo di pensare lineare, è consigliabile utilizzare una finestra temporale di almeno 15/20 anni.

Quali sono i Tre Orizzonti indagati?

Il Tre Orizzonti può essere visto come una rappresentazione di tre specifiche relazioni tra presente e futuro, tre orizzonti appunto. 

Il primo orizzonte (H1) descrive, attraverso un elenco di aspetti che sono oggi prevalenti, il presente e quello che ci si potrebbe aspettare se si continuassero a reiterare gli stessi comportamenti.

Il terzo orizzonte (H3) è la visione futura. Porta nuovi modelli, nuovi modi di vivere e lavorare che si adattano al meglio ai bisogni e alle opportunità emergenti. È un lavoro creativo e di immaginazione che permette di allontanarsi dal modo di pensare quotidiano per esplorare come potrebbero essere le cose ed aprirsi a nuove idee.

L’orizzonte due (H2) è detto anche di transizione in quanto si comincia a vedere lo sviluppo di “semi di futuro” già presenti in H1 che, se promossi in maniera adeguata e corretta, possono condurre alla visione di H3.

Come funziona il metodo Tre Orizzonti?

Nella sua applicazione concreta l’esercizio Tre Orizzonti si svolge in due fasi. In un primo momento il team di lavoro è impegnato nella cosiddetta mappatura degli orizzonti, ovvero nel descrivere il più esaurientemente possibile gli orizzonti, seguendo rigorosamente l’ordine H1-H3-H2.

Si comincia descrivendo l’orizzonte del presente, concentrandosi su ciò che è prevalente oggi, ma che inevitabilmente non lo sarà più con il passare del tempo.

L’orizzonte del futuro è dedicato alla vera e propria immersione per visualizzare e descrivere il futuro desiderabile che si vuole vedere realizzato.

L’ultimo orizzonte da mappare è quello di transizione, ovvero quel futuro di medio termine che collega il presente alla visione desiderabile. Qui ci si concentra sulle innovazioni e sugli alleati che ci possono aiutare a traghettarci verso il futuro espresso nell’orizzonte precedente.

Il salto dal presente al futuro è fondamentale per evitare che la visione sia un mero prolungamento del presente.

Nella seconda fase dell'esercizio il gruppo di lavoro è aiutato a individuare attraverso una serie di domande strutturate i passaggi critici che possono trasformare la situazione attuale in quella desiderata (piano d'azione).

Le risposte a queste domande saranno lo scheletro su cui costruire la strategia da adottare.

Il Tre Orizzonti è stato utilizzato da -skopìa in diversi progetti, in quanto è un metodo che permette di visualizzare un futuro desiderabile e condiviso da un gruppo, da una comunità o da un’organizzazione e mettere in campo le azioni necessarie per far sì che questo futuro si possa realizzare.

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Fonti bibliografiche

Poli, R. (2019), Lavorare con il futuro. Idee e strumenti per governare l'incertezza, Milano, Egea.

Sharpe, B. (2013) “The Patterning of Hope". Axminster, Triarchy Press

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