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I semi di futuro: vantaggi strategici

by Sara Boller

I “segnali deboli” possono essere qualcosa di ancora evanescente, difficile addirittura da pensare o immaginare, mentre i “semi di futuro” potrebbero già avere attecchito da qualche parte nel mondo e cominciato a germogliare, rappresentando quindi una sorta di annuncio di futuri nel presente. Spesso sono percepiti con un certo timore o allarme, proprio perché non siamo in grado di dare loro una connotazione precisa, e allora diventano piuttosto rischi emergenti.

Proprio per questa loro “fragilità” i semi di futuro spesso non sono compresi e soprattutto presi in seria considerazione dai decisori sia in ambito aziendale sia nella pubblica amministrazione. È vero, gli “indizi deboli di futuro” si creano e dissolvono in continuazione, ma è comunque strategico monitorare la loro evoluzione: vedere in anticipo un possibile cambiamento aiuta infatti a prepararci e a rispondere con maggiore prontezza ad un’eventuale rapida evoluzione della tendenza intuita. E questo può fornire un indubbio vantaggio strategico e quindi poi competitivo...

Distinguere semi di futuro e segnali deboli dalla miriade di input a cui siamo sottoposti tutti i giorni è difficile: si nascondono infatti all’interno del “rumore” della massa di informazioni da cui siamo bombardati, e la ricerca delle loro evidenze non è un’attività che si può improvvisare. Una prima regola da seguire è prendere le distanze dal profluvio di notizie sempre uguali a se stesse e dalle opinioni mainstream: i semi di futuro spesso non vengono citati né dalla letteratura scientifica né dalle maggiori testate e pubblicazioni online e offline, né sono condivisi nei post più popolari dei social: quando un’informazione è ormai nelle orecchie di tutti non è più evidentemente un “germoglio” né un segnale “debole”! Si tratta ormai di una realtà diffusa, di una pianta in sviluppo, insomma di un trend, che forse potrà diventare anche un megatrend con il tempo. Insomma per individuare i “veri” semi di futuro dobbiamo allontanarci da ciò che è considerato autorevole, consolidato, scientificamente dimostrato e confortato dalle statistiche per immergerci nei mondi che intuiscono e vedono i futures native. Ovvero quelle persone che hanno un talento innato o, più spesso, allenano la loro capacità di relazionarsi in modo più opportuno con i futuri. Sono gli “alfabetizzati” alla futures literacy.

Una volta individuato un seme di futuro si procede ad analizzarlo, adottando diversi strumenti di anticipazione. L’analisi cerca di comprendere il contesto in cui si inserisce e i meccanismi di interazione, di valutare poi l’ulteriore diffusione, la velocità di propagazione e i possibili impatti. Sotto questo aspetto semi di futuro e segnali deboli vengono considerati come rischi e opportunità sotto il profilo del risk management anticipante (RMA).

Non tutti i semi di futuro e i segnali deboli diventano però tendenze o qualcosa di più impattante. Alcuni possono avere durata limitata e morire in poco tempo. Da qui l’importanza di capire attraverso l'analisi improntata alla previsione strategica quando questi “preannunci di futuro” sono effettivamente significativi e duraturi per la nostra organizzazione, azienda o pubblica amministrazione che sia. Sappiamo inoltre che raramente i semi di futuro emergono isolati: spesso infatti fanno parte di più articolati pattern di cambiamento che vanno tenuti monitorati per intercettarne l’evoluzione. Si tratta ancora una volta di acquisire una maggiore capacità di discernimento tra impatti positivi e negativi, tra opportunità e rischi, come si diceva più sopra.

Semi di futuro e segnali deboli possono evolvere in modo più o meno lineare, ma non di rado la loro maturazione può anche essere accelerata da catalizzatori, da eventi scatenanti o discontinuità che di fatto ne velocizzano la crescita o la diffusione.

Per tutti questi motivi l’analisi di semi di futuro e segnali deboli non può essere un processo improvvisato: l’indagine deve essere svolta con ricorsività e in maniera minuziosa e rigorosa per coglierne appieno il contenuto informativo ed acquisire così quella veduta di lungo termine che ci può fornire vantaggi strategici e quindi competitivi, se siamo un’azienda, oppure una più efficace capacità pianificatoria per il benessere di territori e comunità, se siamo un'organizzazione pubblica o comunque votata a scopi no profit.

 

Per approfondire l’importanza dei semi di futuro applicati al contesto del rischio, vi segnaliamo il corso del 4 maggio organizzato in collaborazione con CBA Zucchetti "Risk management in una prospettiva di futuro: la gestione del rischio e la sicurezza integrate dagli studi sui futuri"

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