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La Ruota dei Futuri

by Elena Petrucci

La Ruota dei Futuri è un esercizio tipico degli Studi sui Futuri e fa parte di quei metodi cosiddetti esplorativi, cioè che si muovono dal presente verso il futuro cercando di vedere dove diversi eventi e trend possono portare. Inventata da Jerome C. Glenn nel 1971, è uno strumento molto efficace per identificare e organizzare le conseguenze primarie, secondarie e terziarie di un cambiamento forte, di una discontinuità o di questioni emergenti a impatto significativo. Consente poi a valle di riflettere anche sulle possibili decisioni e provvedimenti connessi con il quadro di conseguenze che sono state identificate durante il vero e proprio esercizio.

Ma non solo! La Ruota dei Futuri permette di considerare anche le diverse interconnessioni che possono esserci o crearsi tra i fattori identificati e quindi di avere un quadro articolato e ricco delle molteplici implicazioni.

Qual è lo scopo e quando si usa

Oltre all’impiego come esercizio a sé stante, la Ruota dei Futuri è uno strumento che può essere usato in qualsiasi fase di un esercizio di futuro complesso. Nella fase divergente, come strumento di documentazione, in quanto introduce le persone al pensiero di futuri (futures thinking ), aiutandole a strutturare riflessioni e opinioni in maniera collettiva e a organizzare le idee in un brainstorming strutturato e mirato. Nella fase convergente permette non solo di pensare alle conseguenze di trend e/o eventi futuri già identificati, ma anche di dettagliare scenari strategici, ipotizzare scenari alternativi, mostrare interrelazioni complesse.

Lo scopo della Ruota dei Futuri si delinea anche nell’identificare feedback positivi e negativi tra le ripercussioni del “tema” centrale e ciò permette di riconoscere dei loop causali che potrebbero condizionare le strategie da elaborare. La Ruota dei Futuri è inoltre un metodo che aiuta le persone a passare da un pensiero di tipo lineare ad uno più sistemico, organico, orientato alle interazioni complesse.

Come funziona

Quando si utilizza questo metodo, è necessario partire posizionando un evento/un cambiamento/una discontinuità nel punto centrale della Ruota (il “tema”). La definizione dell’evento da porre al centro è fondamentale per la buona riuscita dell’esercizio in quanto se il tema è troppo generico o vago, anche le conseguenze lo saranno.

L’esercizio comincia con un’assunzione: l’evento posto al centro è accaduto. Si parte dal presupposto che quella è la realtà in cui ci si trova e ci si deve quindi immergere, immedesimare nel cambiamento, considerarlo effettivo e valutarne le conseguenze in diversi ambiti.

Per aiutare i partecipanti a considerare tutti gli aspetti rilevanti del fenomeno in oggetto, si può ricorrere, per esempio, all’ausilio STEEP e suddividere la Ruota in cinque settori principali che aiutano a focalizzare il brainstorming: conseguenze di tipo sociale, tecnologico, economico, ecologico (inteso come sostenibilità) e politico (anche normativo).

Nel brainstorming sulle conseguenze si evidenziano sia le assunzioni positive che quelle negative e si considerano le conseguenze incrociate, ovvero come un cambiamento in un settore può influenzare i cambiamenti in altri settori.

Un ulteriore suggerimento utile per aiutare le persone ad essere meno vaghe possibile è stabilire una finestra temporale per i diversi livelli della Ruota. Solitamente all’interno del primo cerchio si ragiona su una distanza più ravvicinata ovvero 1-5 anni. Nel secondo cerchio invece ci si concentra più sul lungo periodo, cercando di identificare le conseguenze degli impatti primari a 5-10 anni.

Questa modalità di pensiero “a cascata” permette di sviluppare diversi livelli di implicazioni che possono portare a sorprese importanti. Per questo motivo è consigliato completare almeno i primi due livelli di impatto: quello primario e quello secondario.

La Ruota dei Futuri è un esercizio creativo che porta alla definizione di una mappa concettuale, un quadro utile delle implicazioni e delle interrelazioni che il cambiamento, scelto come tema e posto al centro, potrebbe avere sul medio lungo periodo in diversi ambiti di interesse. Per far sì che l’esercizio sia il più produttivo possibile, è bene che ogni partecipante o gruppo specifichi per i due livelli più di un impatto – che sia ben definito e possibilmente con qualche dettaglio qualitativo o quantitativo – per ciascun settore.

Se sei interessato a scoprire di più e a come utilizzare nel concreto questo e altri esercizi di futuro tipici dei Futures Studies, non perdere il Corso di Alta Formazione organizzato in collaborazione con Università eCampus. Scarica la brochure e richiedi informazioni a questo indirizzo!

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