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I neo futuristi: intervista a Elisabetta Rossetto

by Antonio Furlanetto

Cominciamo come di consuetudine da te, dalla tua esperienza e quale è stato il tuo “viaggio” verso gli Studi di futuro e come ti sei appassionata a questa disciplina?

Sono laureata in discipline umanistiche e già durante gli studi sono entrata nell'azienda di famiglia. Nella ricerca del mio ruolo, ho voluto apportare il mio contributo, a mio modo, in ambito amministrativo, concentrandomi soprattutto sulla gestione delle risorse umane e sull'organizzazione. Ho assunto progressivamente la responsabilità amministrativa dell’azienda e successivamente ad anni di lavoro intenso e di importanti impegni familiari – ho due figli – mi sono accorta di essere un po’ “scarica”, priva di idee generative in ambito professionale.

Ho deciso quindi di intraprendere un percorso che prima di tutto mi interessasse a livello personale - ci deve essere una “molla” personale! -, sono tornata a studiare, lasciando l’ambito economico e rivolgendomi all'ambito sociale.

Ho trovato un giusto compromesso nell'organizzazione del Master in previsione sociale. Per uscire dalla mia zona di comfort ed entrare in contatto con altre realtà, con altre persone. Mi sono appassionata alla disciplina, ma è stata anche una splendida esperienza dal punto di vista personale per tutte le amicizie, le collaborazioni che ne sono nate. La maggior parte di noi aveva decennali esperienze professionali alle spalle: fattore che non è stato un limite, ma anzi ha valorizzato i nostri diversi approcci e visioni del mondo. Tale è stata la soddisfazione personale nel frequentare il master che ho deciso di portare in azienda lo spirito degli Studi di Futuro così da indurre i collaboratori a comprendere come l'intelligenza collettiva aiuti ad avere una visione d'insieme importante e più completa rispetto ai distinti punti di vista.

La seconda acquisizione importante è stata metodologica: per scrivere la tesi ho dovuto misurarmi con gli strumenti dell’Anticipazione e metterli in pratica, attività che porta le persone a ragionare insieme e quindi a condividere. Condividere per me significa affrontare le tematiche in maniera sistematica, per non parlarsi addosso, quanto piuttosto adottando un approccio scientifico.

Anticipazione in azienda: l’esperienza di Elisabetta Rossetto

Partendo da qui hai introdotto e sviluppato un progetto di Anticipazione all'interno della vostra azienda familiare, un progetto che ha coinvolto vari livelli all’interno di GB Rossetto SpA, quindi con una di complessità non indifferente anche se ovviamente tu eri già abituata a gestire proprio per il tuo ruolo di responsabile HR. Quali sono state le luci e le ombre, i successi e le difficoltà di questo tuo ambizioso progetto, che immagino non sia ancora concluso?

È vero, ho coinvolto i responsabili di molte funzioni trasversalmente in tutta l'azienda, partendo dalle aree di mia diretta competenza: qualità, sistemi informativi, amministrazione piuttosto che gestione del credito e allargando il coinvolgimento alla parte commerciale, logistica, acquisti e marketing. La cosa difficile è stata coinvolgere le persone senza “svelare” troppo del progetto. Non ho voluto creare troppe aspettative, ho coinvolto collaboratori e collaboratrici in un progetto di laboratorio lasciandolo appositamente un po’ in incognito: per me era importante vivere insieme l’esperienza dell’indagine da svolgere. Solo così, senza risultati preconfezionati, avremmo definito un risultato che sarebbe stato percepito come un elaborato appartenente a tutti.

Ho coinvolto i collaboratori dapprima con un incontro online, di introduzione alla Futures Literacy, attraverso esercizi semplici di futuro - le ruote - che abbiamo fatto in quattro gruppi eterogenei, su temi differenti. Questo ha aiutato tutti a mettersi in gioco; a prendere coscienza del diverso concetto di futuro che ognuno di noi ha in testa. Abbiamo capito che possiamo definire vari orizzonti di futuro. Questa prima immersione nell’Anticipazione ci ha fatto scaldare i motori, per così dire, per poi passare all'esperienza di laboratorio che è durata due giorni, fatta fuori sede. L’outdoor ha avuto lo scopo di incentivare il team building, una buona occasione per incrementare il senso di comunità, l’affiatamento e la condivisione. Con l’obiettivo inoltre di mettersi a confronto su tematiche riguardanti tutti: quale sarà il futuro dell'azienda? Il futuro del lavoro in GBR Rossetto 2035? Una data molto lontana, una finestra temporale molto dilatata per quello che è l’usuale concezione della programmazione di un'azienda commerciale, nella quale i cicli sono molto ravvicinati. Non essendoci produzione le dinamiche sono molto, molto veloci. Mentre l’arco temporale ipotizzato sembrava quasi fantascienza. In realtà grazie allo strumento dei Tre Orizzonti siamo riusciti a fare dei distinguo nella massa informe di pensieri. Abbiamo intuito un'idea di futuro, siamo riusciti ad individuare abitudini consolidate da abbandonare, ad estrapolare azioni da compiere, attività da mantenere ovvero da sviluppare e implementare per raggiungere il nostro “futuro auspicabile”. A stretto giro mi sono poi impegnata nell’attività di riassunto e di schematizzazione dei risultati raggiunti, proprio per riuscire a dare, nell’immediatezza dell’esperienza vissuta, testimonianza tangibile del prodotto di tutti, ottenuto con l'apporto di ciascuno. Sono state identificate tre aree: organizzativa, tecnologica e delle risorse umane, all'interno delle quali abbiamo dato declinazioni sempre più specifiche.

I vantaggi per le aziende che scelgono di formarsi e lavorare con l’Anticipazione

E quale sarà il seguito? Continuerai a far lavorare la tua azienda con i futuri?

Certo, fedeli al nostro motto “Design your work”! abbiamo fatto un ulteriore incontro per preparare le ulteriori implementazioni nel 2023 dei singoli progetti, per tappe. Il mio ambito specifico di competenza, dell’organizzazione e della formazione, si è arricchito di tantissimi stimoli. Molte provocazioni sono state colte e ciò che al primo impatto aveva creato qualche disagio, come ad esempio una concezione diversa del lavoro tra le generazioni, ora viene declinato in progetti concreti. Abbiamo avvertito tutti la necessità di una maggiore comunicazione interaziendale, da perseguire a tutti i livelli, non soltanto orizzontalmente, tra le prime linee del top management, ma anche in maniera pervasiva fino alla periferia dell’organizzazione. Intendiamo una maggiore diffusione quanto più diretta possibile dei valori, della strategia e della progettazione a tutti i livelli aziendali, al fine di alimentare il senso di appartenenza, valore che sembra solo apparentemente non riguardare più le nuove generazioni.

Un’altra urgenza emersa è di abbattere i silos. Questa necessità si è paventata in tutti i reparti; a livello organizzativo questo implicherà l’utilizzo di strumenti informatici collaborativi e di condivisione. Abbiamo confermato la buona prassi di incontrarsi in meeting interfunzionali veloci, ma frequenti e regolari, i quali premettono di mantenere sempre il contatto tra le aree, anche con progetti di job rotation. Queste strategie incentivano la comprensione della necessità del “cliente interno”; invertire i ruoli di un certo processo lavorativo può aiutare tra l’altro a capire la complessità del lavoro altrui e quindi ad essere molto più disponibili nell'assecondare le richieste e anche a creare maggiore cultura aziendale.

L’Anticipazione in azienda per “trattenere” i talenti e a combattere il turnover

La nostra impresa è da sempre caratterizzata da una lunga permanenza dei collaboratori in azienda, quindi con una grande fidelizzazione, fatto certamente positivo che però potrebbe tendere a demotivare professionalmente le persone. Un cambio di ruolo può dunque incentivare la motivazione per quella fascia di collaboratori che sono in azienda da lungo tempo.

Quindi l’allenamento a pensare al futuro continuerà volentieri e senza indugi perché stiamo sperimentando, con mano che le nuove generazioni portano in azienda una nuova cultura del lavoro. Il nuovo concetto di lavoro che si sta diffondendo sta cambiando molto rapidamente le dinamiche del mercato del lavoro, provocando una volatilità di personale mai incontrata prima. Considerando anche i megatrend, l'invecchiamento della popolazione e la diminuzione di giovani disponibili al lavoro, anche alla luce degli esiti della pandemia, si può facilmente individuare una scarsità di forza lavoro che ci interroga sul futuro del lavoro, soprattutto in Italia. Nuovi modi di approcciarsi al lavoro, l'attaccamento all'azienda piuttosto che la prospettiva di una sempre più breve permanenza nella stessa azienda costituiscono delle sfide da affrontare.

Nel tuo duplice ruolo di manager e amministratrice puoi affermare che le metodologie di Previsione strategica possono dare un vantaggio competitivo o quantomeno una maggiore e più profonda intelligenza della situazione, sia interna all'azienda sia del contesto esterno? Ti sentiresti di consigliare il percorso dell’Anticipazione ad altri manager, imprenditori/imprenditrici, amministratori/amministratrici nella tua posizione?

Ovviamente sì! Questa disciplina non è monotematica e sollecita la percezione di tutta la complessità del mondo contemporaneo e gestionale. Oggi, la conduzione di un’azienda coinvolge molti aspetti: economica, certamente, ma anche sociale e relazionale. Perché l'azienda è prima di tutto un insieme di persone, inserita in un contesto economico/sociale. Si possono subire forti contraccolpi se non si è attrattivi per le persone, nonostante il prodotto o servizio eccellente da proporre. Il tema dell’attrattività e della “retention” del personale è proprio la sfida che si affronta oggi in molte realtà economiche. Tantissime aziende non riescono a trovare il personale, quindi vediamo come l'aspetto individuale della motivazione, della formazione e del senso di appartenenza siano fondamentali per il futuro.

Per fare innovazione aziendale, innovazione organizzativa e sociale è fondamentale, appunto, avere una visione completa per riuscire a leggere in maniera adeguata la complessità in cui stiamo vivendo. Oltre ad una competente specializzazione verticale, è importante avere uno sguardo allargato, che comprenda vari punti di vista e magari anche un orizzonte temporale più ampio, perché per questo tipo di cambiamenti ci vuole un adeguato arco di tempo. Non si tratta solo di cambiare un software, ma di cambiare mentalità, perché nell’incontro/scontro tra le generazioni è necessario sviluppare un lavoro di mediazione e di reinterpretazione del concetto stesso di lavoro. Si parla con troppa leggerezza di quello che sta accadendo, ad esempio del fenomeno delle “grandi dimissioni”. Il grosso rischio è che ci sia tanto idealismo che rischia poi di scontrarsi bruscamente contro una realtà che si rivela diversa dalle attese.

Gli esercizi di futuro come collaborazione proattiva e intelligenza collettiva.

Allora l'Anticipazione, il guardare al futuro porta ad un atteggiamento di maggiore concretezza e realismo rispetto al presente? Più di quanto non ci si immagini?

Certo! Perché si tengono in considerazione tutti gli aspetti, sia positivi che negativi, anche quelli contrastanti, aiutando ad approfondire la complessità del mondo. Le metodologie e le attività proposte dagli Studi di Futuro si rivelano particolarmente utili nei momenti di instabilità e incertezza come quello che stiamo vivendo. Per esempio, al rientro dalla pausa estiva, noi abbiamo subìto inaspettate, quanto relativamente numerose dimissioni. Aver elaborato un pensiero prospettico in primavera, durante il laboratorio outdoor, ci ha messi nella condizione di aver chiarezza dei nostri aspetti di forza e di debolezza, dandoci la possibilità di reagire in maniera immediata e coerente con le nostre strategie. Abbiamo prontamente stilato un progetto evolutivo della Rossetto per i prossimi due anni che comprende aspetti di management, formazione, comunicazione, welfare, benessere lavorativo, condivisione di valori e sostenibilità. Una bella sfida!

Corso, non solo quello del master, ma anche appunto quello all'interno dell'azienda, la collaborazione anche con noi di -skopìa. Insomma, ci sono dei momenti in questi lunghi mesi, che ricordi in modo particolare?

Certamente ricordo bene il laboratorio di esercizio di futuro sui Tre Orizzonti che abbiamo fatto sui Colli Euganei: quei bigliettini adesivi colorati, i miei collaboratori molto indaffarati intorno ad un tavolo a organizzare gli appunti, a scambiarsi opinioni, tutti chini su questo lavoro comune, sono tutte immagini che non dimenticherò.

Quando si parla dei futuri in maniera strutturata, guidata e metodologica, vengono vissuti momenti ricchi di aspetti sia esistenziali che professionali, orientati a produrre valore in contesti non aggressivi, dove l’intelligenza collettiva viene valorizzata. Io credo molto in questa collaborazione proattiva, allargata.

Nonostante l’iniziale preoccupazione per il tempo che si pensa di togliere ad attività operative ritenute urgenti, il beneficio dei laboratori di futuro si percepisce pienamente a posteriori. Inoltre si ottiene anche l’effetto di ridurre il senso di ansia verso il futuro.

All’inizio le persone sono un po’ disorientate, ma poi l'effetto è travolgente. Gli esercizi di futuro sono anche un buon osservatorio per misurare la propensione al cambiamento delle persone coinvolte nelle attività.

Considerazioni che sono il migliore viatico per chi ha intenzione di lavorare con i futuri nella propria organizzazione. Nel dare appuntamento a Elisabetta Rossetto ad una prossima puntata per seguire da vicino l’implementazione della Previsione strategica nella sua azienda, la ringraziamo per questa intervista ricca di sollecitazioni e spunti… dalla realtà di una azienda orientata al futuro.

 

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