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QUARTA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL'ANTICIPAZIONE

by Rocco Scolozzi

LA QUARTA CONFERENZA INTERNAZIONALE SULL'ANTICIPAZIONE SI è SVOLTA IN ARIZONA IN UNA SESSIONE ONLINE IL 4 NOVEMBRE E INPRESENZA DAL 16 AL 18 NOVEMBRE 2022. ANCHE -skopìa HA PARTECIPATO CON DIVERSI CONTRIBUTI.

L’Anticipation Conference è una conferenza biennale, internazionale, radicalmente interdisciplinare con l’obiettivo di esplorare come le idee sul futuro informano l'azione nel presente.

Quest’anno è stata la quarta edizione di una serie iniziata a Trento nel 2015, presso l’Università di Trento, dove è stata assegnata la prima cattedra UNESCO in Sistemi Anticipativi e fondato, proprio nel 2015, il Master in Previsione Sociale dal presidente di -skopìa (Prof. Roberto Poli). Le edizioni successive sono state a Londra (2017) e Oslo (2019).

Anticipation 22 - Arizona - USA. Si è focalizzata sulle questioni della giustizia ed è stata dedicata ad aprire lo studio dell'Anticipazione a nuove voci, nuovi spazi e nuovi approcci. Le voci sono state effettivamente numerose, con 437 partecipanti e 126 relatori, i contributi sono stati variegatissimi.

Questa varietà esprime la pluralità dei modi di portare il futuro in un presente significativo, nel tempo e nei luoghi, con curiosità e storicità, decolonizzandolo attraverso alleanze e una serie di modi di conoscere, di idee e posizioni in organizzazioni e istituzioni che evolvono.

Anticipation 22 ha riunito studiosi che operano nei settori della politica, dell'educazione, degli studi urbani, della letteratura e dell'innovazione per esplorare il ruolo distintivo dei mondi narrativi nei processi di immaginazione, navigazione, rimodellamento e infine azione per creare futuri alternativi.

 

ALCUNI DEI PRINCIPALI CONTRIBUTI

Secondo Keri Facer (Professor of Educational & Social Futures, University of Bristol) - la principale organizzatrice di Anticipation 22 - mentre il campo degli Anticipation Studies è stato dominato dall'attenzione ai "modelli" del futuro (derivanti dalle tradizioni delle scienze biologiche) e i Futures Studies si sono occupati della costruzione sistematica di scenari alternativi; questo simposio ha esplorato l'idea generativa più libera dello "storyworld" come sito e pratica di anticipazione - in altre parole, la creazione di un mondo in cui possono essere raccontate storie multiple. Queste possono costituire un quadro generativo per lo sviluppo di una capacità di anticipazione democratica, critica e riflessiva, tra i giovani, i politici e la società civile.

L'esempio illustrativo è quello della fan-fiction, in cui i partecipanti sono abilitati e incoraggiati a sviluppare nuove storie ambientate in un particolare "mondo", o di ambienti sperimentali come il "Museum of Carbon Ruins", una piattaforma di immaginari climatici (Climate Imaginaries) che consente ai partecipanti di generare nuovi resoconti di un passato fittizio dal punto di vista di un mondo futuro immaginato dopo i combustibili fossili.

Collegabile a questo è stato interessante notare la crescente comunità internazionale di creativi (presenti alla conferenza) che si è formata attorno al concetto di Solarpunk, un esercizio neoutopico di immaginazione di "come potrebbe essere il futuro se l'umanità risolvesse le principali sfide moderne, come il cambiamento climatico, e creasse società più sostenibili ed equilibrate" (Solarpunkmagazine.com). In questa visione, il disastro è già passato e si ricomincia insieme: persone di qualsiasi colore, provenienza, condizioni fisiche, età, genere e identità sessuale. In particolare sono stati presentati due progetti: “Milano, Cartoline da un Futuro Possibile”, concepito e realizzato da Commando Jugendstil e A.ME.LIN.C. Onlus, Punto.Sud, e co-finanziato dalla Commissione Europea e Fondazione Cariplo, e “The Town That Could Be - A time travel journal from Reading 2045”, finanziato dalla National Lottery Community Fund (UK).

Lo stesso concetto è stato rappresentato da un installazione tecnologica (di Yue Zou) in cui si propone una trasformazione da AI a MI (Intelligenza Multipla) e di rompere il dualismo esistente che separa il mondo artificiale da quello naturale. Questa installazione, che considera le relazioni tra esseri umani, intelligenza artificiale e intelligenza naturale, alimentata da luce solare, reagisce all’ambiente circostante che include umani, non umani e clima ed emette luci che interagiscono con gli stessi umani e non umani, con effetti biologici ed emotivi.

Tra le tante, la sessione “Deliberative Visioning e Backcasting come strumenti per percorsi verso futuri inclusivi, giusti e sostenibili” si è concentrata sull'utilizzo della democrazia deliberativa per costruire “futuri giusti”, in particolare nel contesto di una transizione verso società a zero emissioni di carbonio. Secondo i relatori, per progettare con successo piani di transizione socialmente equi ed economicamente sostenibili è fondamentale coinvolgere le visioni future delle parti più vulnerabili della società nel processo di elaborazione delle politiche. Negli ultimi anni, gli approcci alla democrazia deliberativa - panel di cittadini e “giurie di cittadini” - sono stati applicati alla formulazione di politiche climatiche in diversi Paesi europei, come Irlanda, Francia e Regno Unito. Tali strumenti sono adatti per trattare questioni complesse e di valore a lungo termine, come il cambiamento climatico, e particolarmente importanti dal punto di vista della giustizia intergenerazionale, poiché possono tradursi in strategie lungimiranti e anticipative. Il progetto TANDEM (Transdisciplinary And Deliberative equity appraisal of transition policies in Energy and Mobility), finanziato da Horizon Europe è caso di studio di queste idee. Il progetto mira a progettare una metodologia di anticipazione e deliberazione per percorsi di transizione equi, coinvolgendo i cittadini potenzialmente interessati in cinque Paesi europei. Si concentra sulle politiche di transizione nel settore dell'energia e della mobilità che interessano le popolazioni urbane e rurali. Il progetto utilizzerà un modello di deliberazione orientato al futuro, chiamato deliberative visioning, che impiega metodi basati sull'arte, consentendo ai cittadini di immaginare meglio i futuri climatici desiderabili e di contestualizzare la transizione dalla prospettiva delle generazioni future. 

E -SKOPìA?

-skopìa ha contribuito a queste riflessioni in tre sessioni e ambiti molto diversi, precisamente nella sessione Public Futures-Futuri pubblici (“Community scenarios for farsighted citizens: an experiment in primary school”), nella sessione New idea session (“Escape forward: Prison in Italy in 2040”) e nella sessione Generational Imaginations (“Social-Fut-Lab: a participatory foresight exercise about the future of the right to work with high school students”).

“Community scenarios for farsighted citizens: an experiment in primary school” presenta la sperimentazione di un laboratorio di scenari di cittadinanza dedicato alla scuola primaria, in collaborazione con la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. La sperimentazione ha coinvolto più 400 bambini, dal primo al quinto anno, attraverso una sequenza di attività, riflessioni individuali e di gruppo, in cui hanno condiviso immagini di futuro della propria comunità e definito “cosa potremmo fare oggi per spingere il presente verso gli scenari desiderabili”.

“Escape forward: Prison in Italy in 2040” è il risultato di un progetto a cura di Carla Broccardo (avvocato e futurista), in collaborazione con il giornale Il Dubbio, sul sistema carcerario italiano e su nuove possibili narrazioni per aprire a futuri migliori.

“Social-Fut-Lab: a participatory foresight exercise about the future of the right to work with high school students” riguarda la presentazione, con Fernando Cobos Becerra (dottorando e insegnante), di un progetto ancora in corso di sviluppo presso l’Università di Huelva (Spagna), sulla declinazione dei laboratori di futuro alla questione dei “futuri del diritto al lavoro” con docenti e studenti di scuole professionali.

 

Quel che rimane dell’esperienza è la meraviglia di tanta diversità di contributi e di background, dai filosofi, agli educatori, agli scienziati politici, agli architetti, ai designer di “oggetti dal futuro” o di spazi urbani, realtà virtuali e realtà ibride.

Emotivamente risuona ancora l’invito, sullo sfondo di tutta la conferenza, verso una “pacata fiducia” e ad un “urgente ottimismo” per contribuire nel presente a costruire futuri desiderabili per l’intera società.

Per approfondire i contenuti e le tematiche della Conferenza, potete cliccare qui!

 

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